Pompeo Piro e i suoi scheletri nell’armadio

Spolverando nel passato dell’imprenditore più chiacchierato del web

Ad oggi sul web circolano diverse foto dell’imprenditore Pugliese Pompeo Piro, nonché direttore dell’etichetta discografica “Life Music Agency”.

Gli scatti in questione svelano alcuni scheletri nell’armadio sul suo passato, di cui molti dei suoi fan non erano a conoscenza. 
Sappiamo per certo che l’imprenditore negli anni ’90 scappo via dalla Puglia in fretta e in furia con destinazione Rimini, il motivo di tanta fretta? Un ripensamento di matrimonio. 

L’imprenditore scappò di notte dalla Puglia a causa della sua riconsiderazione in merito all’imminente matrimonio.
“All’epoca vigeva l’usanza che dopo la classica “fuitina”, e dopo aver passato la notte con la fidanzatina, i giovani amanti dovessero subito convolare a nozze, ma per me, che avevo già una mentalità aperta, tutto questo era inaccettabile”.

Arrivato a Rimini iniziò a cimentarsi come PR per le più importanti discoteche romagnole; iniziò con Cellophane e Bandiera Gialla, non passò tantissimo tempo che presto, anche grazie alla sua intraprendenza e perspicacia, si fece notare ed arrivò a ricoprire il ruolo di capo dei PR di una celebre discoteca di Riccione, il "Cocoricò".

Le soddisfazioni erano tante, e il suo tenore di vita cambiò radicalmente, ma tutto questo non lo appagava fino in fondo, perciò, dopo due anni diventò il principale cubista di un’altra importantissima discoteca di Rimini “Altromondo Studios”, lì iniziò a farsi conoscere col nome d’arte “Emy”, accompagnato dalla sua collega/compagna dell’epoca, Eva.

“Il successo era tanto e le richieste non erano da meno, arrivai ad esibirmi anche fino a sei volte durante la stessa serata”. Dopo circa un anno, assunse la direzione totale della discoteca “Charlie Brown” di Torre Pedrera, sempre a Rimini, era lui a definire gli ingaggi dei personaggi all’epoca in voga per le serate di esibizione nella famosa discoteca della Riviera Romagnola.

Terminata la stagione estiva intraprese una nuova carriera, “stripper man” in un night club molto esclusivo, il cui nome rimane top secret.Una delle foto reperite e pubblicate dalla nostra redazione lo immortala proprio a Rimini, scattata da una cliente di nazionalità Francese all’inizio di una delle sue performance all’interno del privè. 

L’ultima attività prima di ritornare in Puglia fu quella di gigolò, svolto per quasi due anni e mantenendo il suo nome d’arte Emy.



“Fu un lavoro esclusivo, in quanto gli uomini che lo svolgevano erano veramente in pochi, motivazione per cui venivo strapagato.La clientela principale era rappresentata dalle donne del ceto alto che arrivavano a offrirmi cifre da capogiro, dalle ottocentomila lire ad oltre unmilioneduecentomila lire per dare sfogo alle loro più strane

fantasie fino a quel momento represse. Il valore del gettone veniva pattuito in base alle prestazioni richieste”. 

Pompeo si difende poi dai commenti sulle foto che girano sul web: “Non rinnego nulla del mio passato, ero molto giovane, tante esperienze hanno contribuito alla mia crescita umana e professionale, plasmandomi nell’uomo che sono oggi”.

 

Scritto da: gruppoeditori

Account Social

instagram

Inizia a scrivere a premi Enter per cercare